Grone – Mara, rinata in primavera grazie a due nuovi polmoni

La vita appesa ad un filo, o meglio appesa alla speranza che qualcuno, morendo, decida di lasciare i propri organi ad altri che ne hanno bisogno per continuare a sopravvivere, Mara Oberti per 10 giorni ha avuto la sua vita appesa a questo filo, ricoverata in gravi condizioni per una infezione polmonare dovuta ala fibrosi cistica, ha atteso che due nuovi polmoni arrivassero a salvarle la vita. Per sua fortuna quei due polmoni sono arrivati, da un ragazzo o da una ragazza giovane che, morendo, ha deciso di donare i propri organi. Così ora Mara vuole raccontare la sua esperienza per far capire a tutti cosa buol dire donare un organo, perché è importante e perché tutti dovrebbero fare questa scelta. Mara, ragazza di Grone nata nel 1981, ha dovuto sempre fare i conti con la malattia. “Appena nata mi hanno diagnosticata la fibrosi cistica al Papa Giovanni XXIII, da lì sono stata subito trasferita a Milano dove c’è il centro fibrosi cistica alla clinica De Marchi, clinica che mi ha seguito  fino a 18 anni. 

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