Tre paesi che fanno un Comune

    Tre paesi che fanno un Comune unico, ma restano storicamente e socialmente divisi. Lo sono stati (divisi) fino al 1927 quando furono fusi d’imperio dal regime fascista. L’unione al censimento del 1931 contava 2.003 abitanti. Ma ancora nel 1961, c’erano 1910 abitanti. Oggi sono intorno ai 1.000. In mezzo secolo ha perso la metà degli abitanti. Per una ragione: economia monotematica. Prima quella delle miniere della Manina (chiuse a metà anni cinquanta), poi quella del turismo. Puntare su un solo settore economico è sempre rischioso. E’ quello che succede adesso alla media valle Seriana con il tessile e il meccanotessile. Se arriva una crisi di settore salta tutto, non si è preparati al cambiamento, non c’è la mentalità di rischio imprenditoriale. Mentre la Val di Scalve ha diversificato negli anni ottanta, valorizzando il suo artigianato, lassù non si è fatto nulla, si è sfruttata la manna (che poi si è rivelata… inquinata). Torniamo alla fusione dei tre paesi, imposta dall’alto. Sorprendentemente, come accaduto di là dal Passo della Manina col confinante comune di Vilminore di Scalve, dopo il 1945, invece di staccarsi, come avvenuto nella maggior parte di casi analoghi, sono rimasti uniti. Ma che non siano mai stati “fusi” davvero lo avevamo constatato la scorsa estate, quando a Fiumenero nessuno voleva parlare della vicenda dell’ex sindaco Sergio Piffari rispondendo che “è di un altro paese, non ci riguarda”. E a Lizzola la stessa reazione su Benvenuto Morandi. Bondione è il capoluogo e qui le posizioni si fanno più ecumeniche. Tre differenti reazioni che si colgono anche in questa occasione di fronte alla catastrofe che Araberara aveva annunciato fin dal novembre scorso. Come abbiamo già scritto non è il fotografo che riprende il disastro la causa dello stesso. Ma la sorpresa è constatare ancora adesso (a Fiumenero) come a disastro avvenuto si incolpino ancora oggi i giornalisti che lo hanno predetto (profezia facile visti i bilanci della STL) di averlo… provocato. Come dire, se voi non lo aveste scritto non sarebbe successo, l’imprenditore Gamba avrebbe continuato a buttare soldi nella STL (a sua insaputa) e chi se ne frega se il nostro sindaco ha truffato o meno delle persone nel suo lavoro. Come dire che se un paese ha un sindaco che fa rapine in banca è un “santo” se porta un po’ di soldi al proprio paese e pazienza se un gruzzolo lo tiene per sé e lo deposita magari, che so?, in Liechsenstein, dove raccontano che Morandi si recasse in camper, di tanto in tanto. Gli inquirenti hanno cercato in Lussemburgo, ma forse il tesoretto (si fa per dire) va cercato nella vera isola del tesoro, a volte le mappe sono da decifrare, soprattutto in un arcipelago variegato di “paradisi fiscali”. A Bondione prendono già le distanze, a Lizzola, il paese della “rabbia nel vento”, si sentono abbandonati, con prospettive di un calo del 90% di presenze. Bisogna ripartire da zero, ripulire e ripartire. Gli impianti sono ancora lì, ma perché qualcuno si rimetta al tavolo del progetto di comprensorio con la Valle di Scalve, bisogna ci siano volti nuovi, ripuliti dalle croste delle (troppe) assunzioni di personale, dei favoritismi, dei bilanci a gogò. Dare la colpa della rovina a chi fotografa le rovine è come nascondere la sporcizia sotto il classico tappeto del salotto.

     

    L’ARRESTO DELL’EX SINDACO

    Alla fine lo hanno arrestato. Benvenuto Morandi ai domiciliari. Blitz dei carabinieri di Clusone assieme alla Guardia di Finanza di Bergamo. L’ex direttore di Banca Intesa San Paolo della Private Banking di Fiorano e ex sindaco di Valbondione è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato, falso e truffa aggravata su ordinanza del Gip Viti del tribunale di Bergamo. Il periodo incriminato è quello dall’ottobre 2007 al giugno 2013 dove avrebbe sottratto illecitamente in più circostanze ingenti somme di denari da conti correnti di clienti dell’istituto bancario dov’era direttore. In tutto circa 20 milioni di euro: “al fine di trarne profitto per finanziare attività sia private che pubbliche – e si legge ancora nella nota degli inquirenti – avrebbe prodotto, con molteplici atti e falsificando le firme dei correntisti su assegni, bonifici e prelevamenti, rendicontazioni bancarie fasulle finalizzate a nascondere ai risparmiatori le perdite finanziarie, sottraendo la relativa corrispondenza bancaria, garantendosi in tal modo anche i proventi derivanti dai premi produzione”. Arrestato, è ai domiciliari presso la sua casa di Fiumenero con l’applicazione della procedura del braccialetto elettronico. Benvenuto Morandi. Il direttore di banca. Il sindaco. Il punto di riferimento di Valbondione. Il partito, PDL. La famiglia. Insomma un modello. Un Doctor Jekyll. E poi quelle accuse da Mr. Hyde: “Sottratto milioni di euro dal conto di ignari risparmiatori. Sottratto altri milioni di euro dal conto dell’ex amico e socio nella società di impianti sciistici di Lizzola Gianfranco Gamba, firme false e documenti falsificati per non destare sospetto agli ignari clienti della banca. E quelle spese strane, la tomba del padre che sembrerebbe pagata sempre con i soldi dei clienti della banca, così come il conto del concerto di Van De Sfross a Valbondione e forse anche qualche cena preelettorale dell’amico e avvocato difensore Angelo Capelli (neo eletto consigliere regionale di PDL e vicino a CL come lo stesso Benvenuto Morandi). Un pasticciaccio ‘appurato’ di 30 milioni (ma si va ancora sullo spannometrico, per qualcuno sarebbero molti di più), circa 20 sarebbero svaniti in investimenti finiti male e nascosti ai clienti attraverso false rendicontazioni, e poco più di 10 sottratti in maniera illecita, è questa l’ipotesi di indagine, anche attraverso presunte firme false. I risparmiatori coinvolti sarebbero circa una ottantina, molti imparentati tra loro, con alcuni dei quali Morandi aveva stretto anche rapporti di amicizia e si scambiavano regali natalizi. Quando tutti in Borsa perdevano, i clienti di Morandi, sempre secondo le sue false rendicontazioni, guadagnavano regolarmente il 6%. Ed erano tutti al settimo cielo, e così oltre ad essere fregati gli facevano pure regali per ringraziarlo, gabbati e beffati. Ci sono clienti che da 200 mila euro hanno sul conto 150 euro, l’imprenditore Gianfranco Gamba e famiglia hanno subito un danno di oltre dieci milioni sottratti da tre diversi conti ma che fanno capo tutti alla stessa famiglia, quello di Gianfranco, ex amico e socio di Benvenuto Morandi nella società degli impianti (sulla quale però i vertici della San Paolo vogliono vederci chiaro ed è al lavoro un’équipe di 10 professionisti), quelli della moglie Mariuccia Pezzoli del gruppo tessile Pezzoli (una potenza in Val Seriana) e della figlia Simona. E proprio un bonifico di 400 mila euro prelevati dal conto di Gamba da accantonare per la centrale a biomassa hanno fatto esplodere la bomba. Una parrucchiera di Vertova avrebbe perso quasi tutti i risparmi di lei e della sua anziana madre, un novantenne si è visto sottrarre quasi un milione di euro, passaggi di denaro che avvenivano attraverso bonifici o assegni circolari, alcuni girati sui conti ormai troppo in rosso di clienti per non destare troppi sospetti, altri per dare ossigeno alla STL, la società degli impianti di cui Gamba fino a giugno 2013 possedeva il 58,92% delle quote. E qui entra in gioco anche l’inghippo della società che ha visto come amministratore unico anche Aurora Semperboni, la moglie di Bevenuto Morandi e il capogruppo di maggioranza in consiglio comunale Claudio Conti e poi ci sarebbero anche i rifugi di proprietà della STL, uno dei quali gestito ancora dalla moglie di Benvenuto Morandi. E a questo punto resta da chiarire anche dove sono finiti la restante parte dei milioni di euro che ancora non tornano. E poi c’è il pasticciaccio dei box invenduti a Lizzola. Un giro di soldi e promesse che anche li non torna. Insomma, più passa il tempo e più faccia d’angelo Morandi è diventato sempre più Mister Hyde. E adesso l’arresto. Che è solo l’inizio della seconda parte. Quella che servirà a chiarire dove sono finiti i soldi. Si cercava un conto in Lussemburgo o in Svizzera ma qualcuno in paese parla di depistaggio, i soldi potrebbero essere finiti in un altro paradiso fiscale, nel Liechtenstein.

     

     

    Tre paesi che fanno un Comune unico, ma restano storicamente e socialmente divisi. Lo sono stati (divisi) fino al 1927 quando furono fusi d’imperio dal regime fascista. L’unione al censimento del 1931 contava 2.003 abitanti. Ma ancora nel 1961, c’erano 1910 abitanti. Oggi sono intorno ai 1.000. In mezzo secolo ha perso la metà degli abitanti. Per una ragione: economia monotematica. Prima quella delle miniere della Manina (chiuse a metà anni cinquanta), poi quella del turismo. Puntare su un solo settore economico è sempre rischioso. E’ quello che succede adesso alla media valle Seriana con il tessile e il meccanotessile. Se arriva una crisi di settore salta tutto, non si è preparati al cambiamento, non c’è la mentalità di rischio imprenditoriale. Mentre la Val di Scalve ha diversificato negli anni ottanta, valorizzando il suo artigianato, lassù non si è fatto nulla, si è sfruttata la manna (che poi si è rivelata… inquinata). Torniamo alla fusione dei tre paesi, imposta dall’alto. Sorprendentemente, come accaduto di là dal Passo della Manina col confinante comune di Vilminore di Scalve, dopo il 1945, invece di staccarsi, come avvenuto nella maggior parte di casi analoghi, sono rimasti uniti. Ma che non siano mai stati “fusi” davvero lo avevamo constatato la scorsa estate, quando a Fiumenero nessuno voleva parlare della vicenda dell’ex sindaco Sergio Piffari rispondendo che “è di un altro paese, non ci riguarda”. E a Lizzola la stessa reazione su Benvenuto Morandi. Bondione è il capoluogo e qui le posizioni si fanno più ecumeniche. Tre differenti reazioni che si colgono anche in questa occasione di fronte alla catastrofe che Araberara aveva annunciato fin dal novembre scorso. Come abbiamo già scritto non è il fotografo che riprende il disastro la causa dello stesso. Ma la sorpresa è constatare ancora adesso (a Fiumenero) come a disastro avvenuto si incolpino ancora oggi i giornalisti che lo hanno predetto (profezia facile visti i bilanci della STL) di averlo… provocato. Come dire, se voi non lo aveste scritto non sarebbe successo, l’imprenditore Gamba avrebbe continuato a buttare soldi nella STL (a sua insaputa) e chi se ne frega se il nostro sindaco ha truffato o meno delle persone nel suo lavoro. Come dire che se un paese ha un sindaco che fa rapine in banca è un “santo” se porta un po’ di soldi al proprio paese e pazienza se un gruzzolo lo tiene per sé e lo deposita magari, che so?, in Liechsenstein, dove raccontano che Morandi si recasse in camper, di tanto in tanto. Gli inquirenti hanno cercato in Lussemburgo, ma forse il tesoretto (si fa per dire) va cercato nella vera isola del tesoro, a volte le mappe sono da decifrare, soprattutto in un arcipelago variegato di “paradisi fiscali”. A Bondione prendono già le distanze, a Lizzola, il paese della “rabbia nel vento”, si sentono abbandonati, con prospettive di un calo del 90% di presenze. Bisogna ripartire da zero, ripulire e ripartire. Gli impianti sono ancora lì, ma perché qualcuno si rimetta al tavolo del progetto di comprensorio con la Valle di Scalve, bisogna ci siano volti nuovi, ripuliti dalle croste delle (troppe) assunzioni di personale, dei favoritismi, dei bilanci a gogò. Dare la colpa della rovina a chi fotografa le rovine è come nascondere la sporcizia sotto il classico tappeto del salotto.