“L’unico modo per amare Dio è amare l’uomo” . E’ morto Ermanno Olmi

È morto Ermanno Olmi, il regista  bergamasco 86 anne ricoverato da alcuni giorni all’ospedale di Asiago, dove viveva da anni, vicino a lui la moglie e i figli. I funerali saranno in forma privata. I suoi film hanno segnato il cinema nazionale e internazionale, dall’inizio degli anni Sessanta con Il tempo si è fermato, Il posto, I fidanzati gli fu applicata l’etichetta di cantore della gente comune, delle piccole cose: definizione non immotivata e anche apprezzabile, in un panorama cinematografico omogeneo e poco permeabile, dopo la fine del neorealismo, alla rappresentazione del quotidiano. Con E venne un uomo (1965), biografia di papa Giovanni XIII, il regista dà spazio alla propria fede, però in forma sempre terrena ed eminentemente umana. Il suo capolavoro è L’albero degli zoccoli, fiaba contadina che a Cannes vince una Palma d’Oro di straordinario significato per un film parlato in dialetto bergamasco, recitato da attori non professionisti. Pubblichiamo qui uno stralcio di un’intervista chiacchierata con il reporter Giorgio Fornoni, che pubblicheremo integralmente sul prossimo numero di Araberara.

GIORGIO FORNONI

Chi è il monaco, chi è l’eremita e… cosa cercano? “Io credo che ci sono molti modi di scegliere di vivere, queste persone hanno scelto, come dire una sorta di contemplazione interiore, in qualche modo poi aiutata, sostenuta dalla contemplazione che hanno davanti al loro sguardo. Non per niente questi eremiti e questi monaci creano intorno a loro quelle condizioni per essere appunto in una situazione contemplativa, la contemplazione che cos’è se non il nostro dialogo col mondo davanti al nostro sguardo, possibilmente il più bello possibile e la nostra interiorità?”. L’amore verso l’uomo secondo lei può essere uguale all’amore verso Dio? “No, no, io privilegio l’amore verso l’uomo e credo sia l’unico modo, se uno crede alla trascendenza, l’unico modo per amare Dio”. Lei in una conferenza a cui avevo assistito aveva detto: “Il mondo sta andando sempre più basso in un imbuto, diventa sempre più brutto e dobbiamo riinnamorarci”. “Diciamo che il bello e il brutto dipende spesso dal nostro stato d’animo, allora, per ottenere una buona disposizione a uno sguardo favorevole alla vita, cosa c’è di meglio se non l’innamorarsi? Io ricordo da ragazzo quando spessissimo ci si innamorava, ecco, quella condizione era una condizione di felicità, questa felicità poi non rimaneva soltanto nell’ambito di quel sentimento specifico rivolto a quella persona particolare ma era una felicità generale. Quando si è innamorati tutto è bello e quindi anche il meno bello lo facciamo diventare bello. Credo che, al di sopra di una soglia di indegnità del vivere, quindi la violenza l’egoismo ecc, al di sopra di questa soglia che non si può assolutamente superare, nel baratro del fallimento umano, ecco, tutto può diventare bello o quanto meno il brutto meno brutto, quando si è innamorati”. Come potrà l’uomo combattere il potere? Il debole sarà sempre più debole e il forte sempre più forte. Che speranza ha l’uomo “debole”? “Il potere può molto, proprio perché è ‘potere’, ma l’uomo ha un potere superiore, la capacità di rendersi libero dentro se stesso, se uno è libero dentro se stesso il potere non potrà mai varcare la soglia di questa libertà e, anche nel silenzio di tutte le censure possibili, la libertà che è nella mente e nell’animo di un uomo supera queste barriere….”