Parre – controstoria Michele Palamini, il più giovane maratoneta convocato in nazionale sceglie di fare l’operaio “Crisi di panico o paura dei riflettori” “Non mi divertivo più a correre”.

 

Michele Palamini. La gazzella che inseguiva il pullman quando andava a scuola per allenarsi. E il pullman in effetti mica fuggiva troppo lontano. Perché Michele ci metteva gambe, anima e cuore, il tutto mischiato diventa passione. Michele Palamini, classe 1991, nato il 19 settembre, un ragazzo che compie 24 anni in questi giorni. Addosso i riflettori riservati solo alle grandi promesse, perché lui una grande promessa lo è stata, o meglio, lo è ancora. Maratona. Corsa. Tempi da brividi. Nel senso che il cronometro si fermava sempre più in basso, sempre prima. Michele, il più giovane azzurro convocato per gli Europei di atletica, e quel giorno, 17 agosto 2014, maratona a Zurigo, proprio agli Europei, un esordio coi fiocchi, di quelli da incorniciare.

Quel giorno Daniele Meucci vince la maratona azzurra, medaglia d’oro e Michele si piazza a sorpresa trentunesimo, un risultato strepitoso, e dopo pochi giorni Michele viene accolto come un eroe al suo paese, a Parre. Definito dai giornali nazionali di sport l’‘astro nascente della corsa italiana’. Ma Michele e i riflettori erano e sono cose diverse, Michele ama la corsa, non i fari puntati addosso, tanto meno le interviste o la notorietà. E Michele è catapultato in un mondo fatto di mille altre cose, che non sono solo le scarpette e il pettorale.

Un mondo che gli fa venire i brividi. E così, giusto quando tutti ne parlano, lui decide di farsi da parte. Mentre comincia l’ascesa sportiva, lui decide di imboccare la discesa, che non c’entra con i risultati che non arrivano. Anzi, proprio perché i risultati arrivano. Proprio per quello. Michele decide di sparire. Michele fugge le spiegazioni e le interviste, solo qualche frase spiaccicata su facebook e con amici: “Non sto correndo non perchè abbia degli infortuni – ha spiegato Michele – ma perchè da un bel po’ di tempo non ero più felice e ho deciso almeno per il momento di lasciare il mondo dell’agonismo. Non so neanch’io perchè… e se tornerò”.

Sentiva troppo le gare – ha spiegato il suo allenatore Silvio Bosio l’ultima gara che ha provato a fare è stata la Sarnico-Lovere ma alla partenza ha avuto una crisi di panico e siamo tornati a casa. Da lì si è praticamente fermato ed ora lavora e si allena un po’…

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