PARRE – L’INIZIATIVA DELLA SCAME Mamadou, Modest e George che a Parre ha fatto la morosa

Mamadou viene dalla Guinea Bissau e sorride sempre a tutti, anche al suo ‘tutor’. Quando infatti il capo-reparto Valentino Cabrini gli parla, lui sorride e dice sempre che “ha capito”, anche se magari non è proprio del tutto vero…”Allora gli mostro concretamente cosa e come deve fare – dice Valentino – così Mamadou capisce davvero e impara velocemente”.

Mamadou è uno dei ragazzi al centro del progetto per i rifugiati che si trovano a Parre da qualche mese, da quando cioè la ditta SCAME ha deciso di impegnarsi in prima persona sul fronte della promozione sociale ed umana. E a chi gli chiede se è contento il venerdì, di fronte alla prospettiva di riposare per un paio di giorni, risponde, seppure nel suo italiano ancora un po’ faticoso, che lui “è più contento il lunedì mattina”.

Mi insegnano anche le usanze italiane

Sono nato in un piccolo villaggio – racconta – dove la gente coltivava riso, mais, mango e papaya per sopravvivere. Mio padre non l’ho mai conosciuto, era un funzionario governativo sempre in giro, mi ha cresciuto mia madre ma era povera e non sono andato a scuola. Da adolescente sono andato in città per imparare a fare l’idraulico, ma poi lavoro non ce n’era e sono tornato a casa. Mamma diceva che mio padre era morto e che ora potevamo vivere con la sua eredità, cioè vendendo delle case che lui possedeva. Ma il Governo disse che eravamo bugiardi, che non si potevano vendere quelle case e ci mise in prigione tutti e due. Un parente che viveva in Arabia ha pagato la garanzia per farci uscire dopo tre mesi, ma ormai non potevamo più vivere lì. Siamo andati prima in Senegal e poi in Libia, dove mi hanno messo subito in prigione perché non avevo soldi, e lì mi sono anche ammalato. Fortunatamente un poliziotto buono, saputa la mia storia, mi ha aiutato e mi ha messo su un barcone grande, eravamo in 231…

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