Piario? Il punto nascita chiude il 1° ottobre Contentini: urologia e… disturbi alimentari E scoppia la guerra dei poveri con Lovere

Primo agosto: riduzione di 4 ore del pronto soccorso pediatrico. Primo ottobre. Game over. Oltre non si va. Anche se nessuno ufficialmente lo dice. La delibera di chiusura del reparto di ostetricia di Piario prevede come data ultima il 1 ottobre, poi si chiude, altro che 31 dicembre.

Guarda, vale la pena fare la battaglia contro la chiusura. Non serve a niente ma forse servirà per il futuro. Perché dopo la chiusura del punto nascita, chi ci dice che non venga chiuso tra un anno anche il reparto di ginecologia? E’ chiaro che si tratta di scelte politiche”. A dirlo è un medico di un altro reparto, lunga esperienza dalle nostre parti. Ma che il punto nascita chiuda così in fretta non se l’aspettava nessuno, si parlava del 31 dicembre. In realtà gli addetti al lavoro lo sanno perfettamente, si va a smantellare il reparto anche se le nascite, in proiezione, quest’anno, sarebbero in crescita: si sono già superati i 200 parti e appunto si calcola che se il reparto chiudesse a fine anno, si supererebbe quota 400, una cifra di tutto rispetto, anche se sempre sotto la fatidica quota minima di 500.

Il gioco dello scaricabarile procede a suon di dichiarazioni per deviare da possibili ripercussioni. Gettonatissima la versione che “è tutta colpa del governo precedente”, che ovviamente ha subito la controbattuta della serie “fosse anche vero è perché non sono arrivate a Roma le necessarie pezze giustificative per avere una proroga, come avvenuto per altre Regioni”. Ma l’obiezione tranciante è questa: “Adesso al Governo ci siete voi, basta una semplice sospensione fatta dal Ministro o chi per lui”, oppure per averla (la sospensione)…

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