PROVINCIA : il monarchico contro il formigoniano

(p.b.) Due candidati presidenti della provincia, ed entrambi “civici”, senza tessera, a differenza dell’uscente, Matteo Rossi, già segretario della sinistra giovanile, segretario provinciale dei DS e responsabile organizzativo del PD.

Il primo a muoversi, annunciando la sua candidatura a fine settembre, è stato Gianfranco Gafforelli, sindaco di Calcinate dal 2011, consigliere provinciale per l’area NCD di Angiolino Alfano (partito nel frattempo scomparso all’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo), durante il mandato di Matteo Rossi.

Pochi giorni dopo ecco l’annuncio di Fabio Ferla, sindaco di Calvenzano, politicamente vicino al deputato forzistaAlessandro Sortepur senza tessera di partito, buoni rapporti con tutti i sindaci della bassa, anche di area centrosinistra.

Fabio Ferla, che inizialmente ha aperto a tutti, si è trovato però subito blindato dall’alleanza di centrodestra: Lega, Forza Italia e Fratelli D’Italia. Così, se i leghisti a Roma siedono al governo con i grillini qui hanno fatto l’accordo con Paolo Franco (segretario degli azzurri): ok a Ferla, ma in cambio nessuna concessione al PD.

Così è stato. All’incontro fra Ferla e Gabriele Riva, al di là della reciproca stima fra due sindaci di comuni confinanti, era palpabile l’imbarazzo dei democratici che chiedevano un accordo e il candidato che, contro la sua volontà, quell’accordo doveva rifiutarlo, relegando il PD a partito gregario per volere dello sponsor leghista.

Eppure, c’è chi, come Giovanni Sanga il più arrabbiato per la porta in faccia presa da Riva, l’accordo con Ferla voleva chiuderlo già prima dell’estate, invece di aspettare gli ultimi giorni e poi rincorrere gli abili lumbard. Ma a forza di traccheggiare i democratici, rifiutati dal centrodestra, sono tornati al tavolo con il sindaco di Calcinate annunciando il loro appoggio totale, per aprire quindi una battaglia che si potrebbe concludere al fotofinish, perché si vota in un giorno solo, oggi mercoledì 31 ottobre, e nell’unico seggio in città dove tutti i consiglieri comunali della provincia di Bergamo dovranno recarsi per esprimere il voto alla lista, le preferenze (questa volta doppia preferenza di genere) e il voto al candidato presidente.

Di tutto si è parlato finora tranne che di programmi, piattaforme programmatiche e cose da fare.

Possibile non ci sia un filo di imbarazzo fra i consiglieri di centrosinistra nell’appoggiare un candidato, Gianfranco Gafforelli, che solo 7 anni fa (quando già era sindaco) firmava, insieme ad altri 52 sindaci orobici (fra cui Giuseppe Berera di Foppolo, Santo Cattaneo di Valleve e Benvenuto Morandi di Valbondione, tutti finiti in inchieste complicate) un appello per appoggiare Roberto Formigoni e la sua visione di partito? Gafforelli è di Comunione e Liberazione, che ancora conta.

Ferla invece è dichiaratamente monarchico, tanto che nell’ottobre 2016 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, da Emanuele Filiberto, figlio del pretendente al trono Vittorio Emanuele di Savoia. Quindi oggi i democratici si difenderanno con lo “scudo crociato” e i padani avanzeranno al grido “avanti Savoia”.

Sperando non sia una “caporetto”.